Part. Le Nozze in blu, 2000, Tecnica mista, cm 58 x 64
L’opera di Árpád Gulácsi ci rapisce sia per i minuziosi dettagli sia perchè svela, almeno in parte, il fascino della mente umana. Popolato da figure della memoria, riferimenti e associazioni reali e surreali, il suo è un mondo spogliato di ipocrisia che talvolta ci parla di un vissuto sofferto e tormentato.
Alleggerito dalla brillantezza e la ricchezza del colore, ci sorprende con elementi del fiabesco e le luminose apparizioni delle sue splendide opere tardive.
Non possiamo dimenticare la personalità umile e riservata di Árpád, del suo amore per la musica e la natura e per la sua pittura con la quale diceva “tutto di sé”. Il pathos di una vita segnata da sacrifici e fatica si esteriorizza prendendo non forma ma forme per parlarci della complessità dell’uomo che si dibatte con i suoi fantasmi e anche della libertà dell’anima, ricca di grazia, appagamento e profonde intuizioni.
Orari d’apertura: sabato e domenica 14.00 - 17.00

LOCANDINA



Arpád Gulácsi nasce nel 1941 a Makò, in Ungheria. Frequenta per tre anni la Facoltà di Giurisprudenza che abbandona per iscriversi all’Accademia di Belle Arti e contemporaneamente alla Facoltà di Geografia. Durante gli studi lavora come revisore presso la Posta Statale e operaio nel laboratorio di una fabbrica di gomma. Per passione suona, inoltre, il pianoforte in locali e ristoranti della sua città.
Nel 1973 arriva in Svizzera, nel Canton Ticino come rifugiato politico e ottiene la cittadinanza 21 anni più tardi. Qui lavora come caporeparto presso una rinomata ditta ticinese fino al pensionamento. Con l’arrivo in Svizzera riprende l’attività artistica partecipando negli anni ad alcune collettive e mostre personali.
L’opera di Árpád Gulácsi è testimone del genio creativo che si nasconde dietro il velo della quotidianità in molti artisti che non possono vivere della propria arte.
L’inconscio non è soltanto male ma è anche la sorgente del bene più alto; non è solo buio ma anche luce, non solo bestiale, semi-umano, demoniaco, ma anche sovraumano, spirituale e, nel senso classico del termine, “divino”. - Carl Gustav Jung
Ciò che conosciamo di noi è solamente una parte - e forse piccolissima - di ciò che siamo a nostra insaputa. - Luigi Pirandello
...non c’è alcuna intenzionalità predeterminata, sia figurativa che ideologica, a direzionare la sua pittura. Nulla di pensato o progettato in anticipo: saranno invece linee, macchie e colori buttati di primo acchito su fogli e tele a far poi rinascere le prime associazioni... Nel solco di un’illustre tradizione, anche per Árpád Gulácsi l’essenza del fare arte è sostanzialmente quella di gettare una sonda oltre il visibile, dietro le apparenze di un naturalismo di facciata, per dar corpo invece all’invisibile. - Claudio Guarda

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