Part. Il Paradiso, Cesare Lucchini, 2019-2020, Olio su tela, cm 190 x 155
Quest’anno si celebrano i 700 anni della dipartita di Dante Alighieri (1265-1321); una ricorrenza marcata da eventi e manifestazioni in tutte le parti del mondo per ricordarlo quale Sommo Poeta e come colui che diede slancio alla lingua italiana. Oltre che uomo di lettere e straordinario narratore, è conosciuto quale pedagogo, teologo, filosofo, iniziato e persino profeta. Dante, Maestro di vita; perché la lettura e lo studio della Commedia – che Boccaccio definì Divina - sono il punto di partenza di un cammino; indimenticabile se tocca la profondità del tuo essere, e strumento per conoscersi a livello umano, mentale e spirituale.
Ecco che lo Spazio polivalente Arte e Valori vuole rendere omaggio al “Vate” per eccellenza, e lo fa presentando una prima raccolta di opere di artisti contemporanei ispirate a Dante, o che lo Spazio ha voluto associare alle tematiche della sua Commedia. In mostra opere di B. Altomare, P. Casè, A.Ferrari, M. Läubli, C. Lucchini. Vi aspettiamo!
Orari d’apertura: sabato e domenica 14.00 - 17.00
La mostra resterà chiusa il 12 giugno

LOCANDINA



La Divina Commedia penetra e esplora i tre mondi: Inferno, Purgatorio e Paradiso. Alzi la mano chi non ha mai sentito la prima terzina, che richiama subito alla memoria quella crisi, con la C maiuscola, che la maggior parte di noi affronta almeno una volta nella vita. Un’introduzione di una serietà inequivocabile.
“Nel mezzo del cammìn di nostra vita Mi ritrovai per una selva oscura Ché la diritta via era smarrita.”
(Inf. Canto I, 1-3)
Addentrarsi nell’inferno, e nell’al di là, cosa che normalmente non è permesso a chi è ancora vivo, (e Dante ci tiene a sottolineare che lui morto non è!) è un momento pauroso per il Poeta; un viaggio immaginario ma dal sapore reale.
Qui scopre i suoi simili, descritti come solo un abile psicologo saprebbe fare, per raccontarne il vissuto, le brutture e le pene della legge del contrappasso: “così hai dato… così riceverai”. Chi ha ragionato con “testa e talento” ma senza cuore, si trova qui, e Dante ce li presenta ad uno ad uno, finché dopo critiche e condanne, e due svenimenti, imbocca un grande tunnel che porta lui, e la sua guida Virgilio, a vedere nuovamente la luce del giorno. Approdato nel Purgatorio Dante si accorge che lì è possibile redimersi dai propri peccati, ma che la via della purificazione è tutta in salita.
Tra le anime che gli vengono incontro ci sono pure coloro che si sono pentiti sul punto di morte – e quella lacrimuccia li ha fatti sobbalzare sulla strada dell’ascesi. Strada che ci conduce - dulcis in fondo… ma soprattutto “libera me domine”… in Paradiso. È qui che finalmente si esaudisce il desiderio che dall’inizio del cammino ci ha animati, ha animato Dante, l’anelito possente che ci spinge verso una domanda fondamentale, “chi sono io?” per essere, per la frazione di un attimo, folgorato dalla luce dell’Amore che ti risponde facendoti da specchio.
Chi ha avuto la pazienza di leggere e di rileggere la Divina Commedia, ha sicuramente recepito il messaggio che è fin troppo chiaro: il cammino di Dante rappresenta il viaggio che ognuno di noi fa ogni giorno per superare ostacoli e impicci, per liberarsi dai fantasmi del passato e dagli spauracchi del presente, e per realizzare, soprattutto, la felicità e la pace nel futuro. “La letteratura dichiara che Dante serve per vivere. Un libro, una poesia, un racconto, un verso può cambiare l’esistenza.” (Franco Nembrini)

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