part. Die Frücht, 1969, Olio su tela, cm 64 x 44
Cari amici, quello che più ci ha colpito, avvicinandoci all’opera di Imre Reiner, sono state le sue trasparenze e i cenni calligrafici, memori della sua straordinaria carriera di disegnatore di caratteri tipografici.
Ci ha anche impressionato la qualità lirica dei suoi spazi immaginari, la loro dimensione onirica e surreale, ci ha conquistato la brillantezza dei suoi colori.
Perché non condividere alcune di queste sensazioni, e invitare anche voi a scoprire una piccola parte del mondo di quest’artista che ha scelto il Ticino per svolgere la sua arte? Vi aspettiamo!

LOCANDINA



Imre Reiner, grafico, pittore, illustratore e designer, nasce a Versec, a quei tempi Ungheria, il 18 agosto 1900. Dal padre, scultore e incisore di lapidi ebraiche, apprende i primi rudimenti dell’arte, l’accuratezza del lavoro manuale sulla pietra e l’amore per i caratteri alfabetici. Ad appena 15 anni lascia la casa paterna e si stabilisce a Zalatna in Transilvania dove frequenta la scuola statale di scultura. Alla fine della prima Guerra Mondiale si trasferisce a Budapest, dove lavora come scultore.
A seguito dei disordini sociali del 1919, lascia l’Ungheria e si stabilisce in Germania. Studia a Stoccarda con il tipografo Ernst Schneidler e si specializza nella creazione e sviluppo di caratteri tipografici. Nel 1923, dopo l’incontro con Paul Klee alla Bauhaus di Weimar, emigra, causa la condizione di estrema indigenza, negli Stati Uniti, dove lavora per due anni come operaio e scalpellino a New York e Chicago.
Tornato a Stoccarda, ritrova il suo insegnante Schneidler che lo prende nella sua scuola di disegno industriale. Decisivi per l’opera pittorica di Reiner sono due viaggi di studi: quello a Parigi e in Bretagna del 1927 e quello successivo in Toscana.
Nel 1931 si sposa, abbandona la sua attività di collaborazione con l’industria e compra una proprietà in Ticino, nella località di Ruvigliana dove si stabilisce definitivamente per oltre 50 anni. Solo poche volte lascerà questi luoghi tanto amati per collaborazioni a Londra tra il 1936 ed il 1938, a Basilea presso l’editore Schwabe durante la guerra, e, nel 1950, a Parigi, come co-redattore di una rivista d’arte sotto l’egida dell’Unesco.
A Ruvigliana sviluppa con assoluta dedizione la sua pittura, scrive una serie di saggi sull’arte tipografica, illustra diversi libri d’arte con silografie e incisioni.
Le sue varie esperienze professionali confluiscono per creare una peculiare sintassi stilistica, in cui troviamo spunti espressionisti e surrealisti e una indiscussa qualità lirica che, insieme all’armonia e all’uso dello spazio, rispecchiano le corde più profonde della sua personalità, e rivelano il suo segreto mondo interiore.
Imre Reiner scompare a Ruvigliana il 22 agosto del 1987.

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