part. Nient’altro che la verità, Olio su tela, cm 80 x 60
Cari amici, l’opera di Max Läubli, ticinese di adozione, ma soprattutto nel cuore, non puo’ non suscitare curiosità, ammirazione e rispetto. Se per “espressione” s’intende l’esternazione di una “pressione interiore”, di cio’ che si crogiola dentro di sé e che “deve essere detto”, l’opera di Läubli rappresenta l’apoteosi del racconto. Un racconto che si presenta a tutto tondo in una successione di immagini surreali e fantastiche e che ci parla dell’artista, del suo rapporto con la natura, del dialogo della natura con l’uomo, dell’uomo con l’uomo, fors’anche col divino. Piani invisibili, letture nascoste e personaggi fantasmagorici, che ci attraggono – o ci respingono - come in una fiaba d’altri tempi.
Quest’anno ricorre l’85esimo anniversario di Max Läubli, uomo e artista peculiare e intrigante, ed è per noi un onore rendergli omaggio con questa esposizione, che vi proponiamo in sintonia con il suo desiderio di “voler raccontare”.

LOCANDINA



Max Läubli, originario del Canton Turgovia, nasce nel 1932. Trascorre due anni della sua infanzia a Sementina. I colori e i sapori del Ticino lasciano un segno indelebile nella sua anima. All’età di vent’anni vi ritorna e nel 1959 si stabilisce a Claro, dove vive tutt’ora con sua moglie, Madeleine Läubli-Steinauer, anch’essa artista di origine friborghese.
Basta uno sguardo all’abitazione-studio della coppia per capire che lì si cela qualcosa di particolare. La casa agreste Ticinese, databile intorno a fine ‘700, si articola tra piani, ripostigli e l’attiguo giardino. Il tutto popolato da propaggini dall’aroma antico, e da forme e presenze di ogni genere, poiché tutto in casa Läubli prende vita e si fa personaggio. Lo studio trabocca di oggetti e tele, legni dipinti, sculture e schizzi, e ogni cosa racconta una sua storia, racchiude un messaggio, nasconde un sentimento, oppure getta uno sguardo critico sul paradosso della società moderna, così lontana e discosta dal carattere gitano di Läubli.
Nel 1964 Max Läubli fa la sua prima personale alla Galerie am Platz, in Eglisau, nel Canton Zurigo. Vi è poi un susseguirsi di esposizioni presentate in svariate città svizzere e, naturalmente in Ticino. Lo vediamo presente anche in diverse mostre collettive. Nel 2009 il comune di Claro lo ossequia conferendogli la cittadinanza onoraria, mentre lui continua a dipingere e a raccontare “le sue storie”.
Max Läubli, uomo del suo tempo, riconosce che l’artista non “inventa niente”, ma smista, manipola e sintetizza le immagini del retaggio storico, culturale e artistico che porta con sé, e che si uniscono al moltiplicarsi di quelle del proprio vissuto personale. Egli si limita a commentare e interpretare tutto ciò, con straripante fantasia e la maestria del Pittore, raccontandoci ciò che vede e sente e ciò in cui crede, e regalandoci così uno scorcio di un mondo, il suo, fantastico e immaginario.
I quadri di questo artista vanno guardati con un particolare riguardo per i significati, per i contenuti di pensiero, per la filosofia che li sostiene. E il suo simbolismo, il suo surrealismo, la sua disposizione onirica e fantastica si presentano come vie ricche di immagini e di indicazioni…” V. Castiglioni

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