Part., Jean Corti Deposizione, 1917, olio su tela, cm 160 x 110
Gli induisti individuano due sentieri che si percorrono nella vita: Pravritti e Nivritti. Pravritti è collegato alla Natura, e al mondo dei sensi e della mente. È il sentiero “esteriore”. Nivritti è un sentiero interiore, che percorri dentro di te. Entrambe queste vie sono sacre - poiché la vita tutta lo è - collegate come sono al medesimo filo e fonte di esistenza, alla Luce dietro le quinte che splende anche senza che noi ce ne accorgiamo, la vera risorsa a cui si può attingere sempre, e sempre ricaricarsi.
Vita sinonimo di Sacro: "Sacro che è solitamente collegato al Divino, a ciò che proietta verso l’orizzonte della Santità, un fenomeno antropologico, al cuore di tutte le religioni... è un elemento della struttura della coscienza, e non un momento della storia della coscienza, un’esperienza indissolubilmente legata allo sforzo compiuto dall’uomo per costruire un mondo che abbia un significato.”". (Mircea Eliade, Discorso pronunciato al Congresso di Storia delle religioni di Boston il 24 giugno 1968).
Vi proponiamo questo tema mossi da uno spirito d’indagine e dall’amore per la Verità che ogni vera ricerca comporta.

LOCANDINA



La mostra S-A-C-R-O, visitabile durante il periodo Pasquale allo “Spazio polivalente Arte e Valori” di Giubiasco, ammicca al significato intrinseco del suo titolo, a livello sia culturale-religioso, sia intimo e intimista. Alcune delle opere esposte sono di particolare bellezza: la splendida pietà di Samuele Gabai, la portentosa deposizione di Jean Corti, la dolcissima annunciazione di Pietro Chiesa, ma anche l’inconsueta interpretazione del Maestro Sai Baba di Cesare Lucchini, e della crocifissione, di Paolo Bellini. Da scoprire inoltre, le 14 stazioni della Via Crucis in legno di vite di Angelo Ferrari, ed altre benedette presenze tra cui Filippini, Marioni, Boldini.
Benché assembrate tra di loro sotto un unico “tema ombrello”, il nostro non è tanto un tentativo di fare una modesta proposta ecumenica, (vedi anche dipinti su seta di arte sacra induista e la pace del Buddha) quanto quello di far risuonare, con la forza della Parola, il termine “SACRO”, come rintocco di ogni elemento in mostra, e attivare nel visitatore una sua propria riflessione in merito al senso e valore del percorso proposto. Riflessione che esploriamo a nostra volta con un’analisi, a mo’ di giocoso acronimo, per sondare alcuni livelli di lettura, e l’accezione del termine nell’esperienza vissuta.
S per Sintonia. Ciò che è sacro echeggia con qualcosa di profondo e Sensibile, nascosto in ognuno di noi; un Sentimento dal Sapore conosciuto. Facciamo una Sosta e cerchiamo di coglierne il Soffio. Come? Superando quella mente che tutto vuole capire, e i Sensi che tutto pensano di captare, per esplorare, invece, un aspetto della vita invisibile e Spirituale. Per farlo bisogna stare in Silenzio e, possibilmente, da Soli.
A per Ascolto. Penetrare il senso del sacro sarebbe impossibile senza quella “sosta” di cui sopra. Bisogna Ascoltare ciò che non si può sentire, il che equivale a fare il vuoto dentro. Quando ci riesci si percepisce un’ondata particolare. La piena di un fiume. Un’energia Aurea; Avvolgente e Arricchente se ti Avvicini. Alcuni lo chiamano Amore. Altri Assoluto. Scegliere Altro, o Abbandonarsi?
C per comunicazione. Per Creare qualcosa di Comune. Comunicare dentro e fuori di sé, per Calarsi nella vita e Comprenderla a tutto tondo. Entrare in Contatto con l’altro, con se stessi, con ciò che vive dopo di noi; con la propria Coscienza, il Cuore, fors’anche il Creatore: Celato, Condiviso, Conosciuto. Colloquiare con barlumi di Consapevolezza.
R per Risonanza, Riverbero, Risposta. Rispondiamo al Richiamo? In che modo Reagire? Ci si sente Riverenti? Responsabili? Riprovevolmente Recidivi? Qualche imperativo Risolutivo: Rinascere! Ridere! Ri-generarsi! Oggi si chiama ReSourcing; non vuol forse dire Ritornare ad abbeverarsi alla Fonte?
O per Obbiettività. Distacchiamoci dalle nostre idee, per un secondo, un minuto, un’Ora. Facciamo un passo per Osservare meglio e chiediamoci se l’Obbedienza c’entra qualcosa. Sguardi Obliqui, temi Obsoleti, Oblazioni e Osservanze. Obbligati a restare? Obliterare il tutto? Oppure Osare, Osannare e cogliere l’Occasione per specchiarsi negli Occhi della Madonna. Om.

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